Un’estate al mare.

Ho dimenticato il mio libro.

Ci sono gli ombrelloni aperti, i lettini a strisce bianche, gialle e arancio, l’omino con gli occhi a mandorla che urla “Masagio?”, poi c’è il sole caldo, il mormorio del mare in sottofondo, voci di bambini urlanti in lontananza, le urla dei gabbiani, di mamme che sgridano, che incremano, papà con volti affranti che riempiono secchielli e fanno km tra mare e ombrellone, mare e ombrellone, mare e ombrellone, un solco, c’è il simpaticone che vende il cocco:” cocco bello cocco fresco, ma che è qua, sono finito all’ ospizio? Cocco per lui cocco per lei, cocco pure per i gay (😳),cocco bello e rinfrescante per la bionda affascinante, cocco bello ed uvettina per questa donna un po’ bianchina…”, c’è l’odore della crema solare, di fogli di giornale fresco che mi ricordano quand’ero piccola e mio Padre che sfogliava il giornale sotto all’ombrellone, le ombre contese dai piedi accaldati, l’odore di salsedine, di mare, di pesce, c’è la vicina di ombrellone che parla da un’ora col marito che da un’ora sta in silenzio, la comitiva degli anni 50 coi capelli tinti e cotonati anche al mare, coi becchi di cicogna per tenerli su, i fighi da spiaggia ed i tatuaggi integrali sfoggiati in passerella, c’è il caldo, il venticello che ogni tanto ti dà tregua, la pelle sudata, una conversazione vicina ascoltata:” ma è un uomo con la pancia e pure pelato, lei merita di più…” il vicino del vicino, con la pancetta e pelatino, che si incazza:” le sue scopate non ci interessano, vada a parlare in riva al mare!”, lettini in fila accanto ai pedalò, per i più audaci, rumore di secchielli e palette, castelli di sabbia con principi e principesse, mancano le biglie, ci sono libri aperti, costumi interi e cappelli di ogni forma all’ombra, sui lettini, donne d’altri tempi e uomini che ascoltano canzoni anni 60, gente che arriva, gente che va, discorsi di calcio e di cibo, donne che incremano mariti e fidanzati…e tac, il vicino settantenne che con YouTube ha appena attaccato la colonna sonora di Ghost.
È l’estate italiana, fatte di cose semplici, quelle che piacciono a tutti, quelle che si ripetono da generazioni.

Buona Domenica.

Serena Galli