Il magico potere del riordino

Mi chiedo come faccia a non cambiare la gente. Io cambio continuamente, a volte non mi riconosco, semplicemente perché sono continuamente una nuova Io, cambio, come tutto cambia, come cambiano il tempo, i luoghi, le emozioni…le case. Eh si, le case. Mio padre mi ha sempre detto che sono una nomade. All’inizio non lo capivo, ma Lui è la persona che mi conosce meglio al mondo. Col tempo ho capito perché aveva ragione. Troppo tempo nello stesso luogo mi annoia. Mi fa sentire stretta. Ogni tanto cambio disposizione agli oggetti, mobili, per quel che posso, cambio gli angoli, le luci…perché se non cambio casa o città, devo almeno cambiare la disposizione di quello che c’è dentro, in base a quello che ho dentro. Ma, nell’ultimo anno, mi è capitato di dover affrontare più spostamenti e devo dire che ho avuto un po’ di difficoltà a combattere con la mia voglia di alleggerire il mio bagaglio ed contro il mio romanticismo che voleva conservare molte cose del mio passato.
Così, un giorno, quasi come per congiunzione astrale, passeggiando in libreria, mi è caduto l’occhio vispo su un libro che, leggendo il titolo, poteva fare al caso mio.
Il libro si chiama:”IL MAGICO POTERE DEL RIORDINO” di Marie Kondo, “il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita” c’è scritto. Azz! È mio proprio, ho pensato. E ho fatto bene. E ve lo spiego perché, mentre leggevo ho preso appunti, in
modo da poter rileggere e ricordate i punti fondamentali di questo illuminante piccolo manuale…e siccome sono altruista ho pensato di scrivere questo post, in modo che tutti quelli che avranno pazienza di leggere queste righe avranno degli spunti immediati per poter organizzare e trasformare gli spazi nella propria vita.
Buona lettura! ❤️

La prima cosa da fare è “visualizzare, dentro se stessi, lo stile di vita dei propri Sogni.” Mi sembrava una cazzata, ma in realtà questo pensiero aiuta ad analizzare tutte le cose che possediamo, a conservare ciò che ci emoziona e buttare via il resto.
“Fare uno schema mentale di tutte le categorie di oggetti e occuparsi di una categoria alla volta”,quindi valutare il valore Funzionale, Informativo, Affettivo, la rarità dell’oggetto.
Cosa fondamentale, se vivi con qualcun’altro, non far vedere le cose che butti alla tua famiglia, non buttare via le cose altrui senza permesso, sarebbe, in quest’ultimo caso, una grave mancanza di rispetto e non puntare il dito verso il disordine altrui perché sarebbe segno di negligenza verso i propri spazi.
Riordinare in silenzio aiuta il dialogo intimo con le cose che butteremo o conserveremo e ci aiuterà a rivalutare il vero ruolo che questi oggetti svolgono nella nostra vita, e quando saremo indecisi, prima di buttarne uno, potremo aiutarci a decidere chiedendoci:” perché lo possiedo? Che significato aveva quando l’ho comprato?”.
Quando riordiniamo i vestiti bisogna ripiegarli il più possibile e nell’armadio è utile appendere gli abiti da sinistra verso destra, dal più lungo al più corto, questo ‘salendo’ sarà percepito dal nostro cervello come senso di leggerezza. Questo non so perché, ma giuro che è vero 😳. Come può aiutarci non fare il cambio di stagione ma sistemare gli indumenti in base al tessuto, tenendoli tutti sempre nell’armadio. Ovviamente liberarsi dagli indumenti che non indossiamo da più di un anno, non li indosseremo più. Quindi, jeans del liceo: Via!!!
Se dobbiamo riordinare dei libri dobbiamo ricordarci che il significato dei libri risiede nelle informazioni che vi troviamo dentro, non fuori, nei libri impolverati sulle scaffalature. È utile ordinarli in un’unica categoria:” cose da cui è difficile separarsi” e in sotto categorie come : pubblicazioni generiche(es. libri da leggere), libri di uso pratico (es. libri di ricette..), libri da guardare (..con immagini e/o foto). Il metodo cosiglia di conservare o buttare via i libri che ispirano o no emozioni, toccandoli 😳, per me questa cosa delle sensazioni al tatto è molto figa. Immaginate l’estasi di avere una libreria con soli libri che ci piacciono!🤤.
Buttate via i libri che ci sono stati consigliati, quelli che vi siete sempre riproposti di leggere e quelli che avete sempre evitato. Non serve finire tutti i libri che abbiamo iniziato, se non li abbiamo letti completamente vuol dire che il loro ruolo era quello di essere letti a metà. 😳 questa cosa mi ha resa libera. Scartate quindi i libri non conclusi perché il “vorrei un giorno leggerli” non è un motivo sufficiente per tenerli.
Bisogna ascrivere al proprio Olimpo di libri alcuni libri del cuore, opere che ci fanno battere il cuore, perché finché un libro ci dà soddisfazione è giusto tenerlo.
Il consigli che il metodo konde ci dà per i documenti è solo uno:” Buttare via tutto “ o “creare un unico angolo senza sparpagliare carte in giro” e suddividere i documenti in base a quanto spesso li utilizziamo. Diminuirne il volume quindi.
Tra le varie perle ci sono anche consigli pratici come non conservare oggetti misti per inerzia, riporre gli spiccioli nel portamonete subito perché altrimenti non li riporremo mai è li troveremo vaganti in borse e cassetti e buttare via le cose che conserviamo senza motivo, tipo, i bottoni di ricambio che non vengono mai utilizzati. 😳 ma chi li ha mai usati, infatti!
Mettere in ordine le proprie cose significa mettere in ordine il proprio passato. Sistemare i ricordi chiude i conti col passato e fa muovere i successivi passi verso il futuro, senza intralci, quindi, conserviamo solo le foto che ci emozionano, gli oggetti e i regali dei figli e delle persone che amiamo. Sperimentare uno stile di vita senza troppe cose inutili aiuta a sentirsi meglio, evita di accumulare scorte di cose inutilizzate e dare la possibilità a se stessi di decidere quale è l’ambiente da cui vogliamo essere circondati può renderci felici.
Alla fine di ogni scelta trovare un posto x ogni cosa ci aiuterà a sistemare senza pensarci troppo in seguito e quindi avremo più tempo per noi stessi.
Il concetto praticamente è questo:
Ogni volta che decidiamo di tenere o rinunciare ad un oggetto bisogna ricordarsi che ciò che conta veramente non sono i nostri ricordi ma conta la persona che con essi siamo diventati adesso e la persona che saremo.

Sembra facile. Infatti lo è. Giuro.