Diego

Cinque anni.

Cinque anni sono troppo pochi per varcare quella soglia.
Quella soglia porta a quella poltrona marrone ricoperta di bianco e già un po’ trasformata da persone appesantite dagli anni, porta a quella flebo, in quella stanzina quadrata isolata con la porta scorrevole in cui a farti compagnia sono solo i pensieri e la musica in filodiffusione. Per lui è stato scelto il cd della Disney ma non pare essere interessato. Ha occhi grandi e neri Diego ed un’espressione da aduto, severo, in quei piccoli cinque anni, non cerca sorrisi, non cerca carezze ed attenzioni, guarda l’aghetto nel suo braccino come si guarda un vecchio amico ormai, in una vita di cinque anni non dovrebbe esistere nemmeno l’aggettivo vecchio, eppure lui è già stanco, ha la faccia annoiata di chi non vuole fidarsi delle lusinghe degli adulti, ne ha già viste troppe per poter credere che vada tutto bene e che quello sia in gioco in cui si fanno fotografie al suo corpicino. Il padre è accanto a lui ma la sua forza non si percepisce, Diego è più forte di lui, si percepiscono però i suoi sospiri di rassegnazione x questa ingiustizia che ha portato il suo bambino coraggioso, che non sorride più, a quella poltrona marrone oltre quella soglia.
Le uniche parole di Diego alla fine dell’esame sono state solo:” Ho paura, posso alzarmi? Voglio solo andare a casa!”
Ad aspettare fuori c’era la sua mamma, così finalmente un sorriso, la sua mamma, e poi un ditino di cinque anni sfiora il pancione che nasconde il suo fratellino.

Serena

(Foto dal web)